Sembra incredibile ma l'idea dell'associazione che abbiamo costituito è partita dai racconti di viaggio del mio compagno in Nepal e dalla sua amicizia nata con un portatore nepalese, Ram Sapkota.
Fin dal ritorno del suo viaggio, Gianni instaurò subito un rapporto di fitta corrispondenza con Ram Sapkota, questo ragazzo nepalese di 25 anni, abitante di Achane ma studente presso un college di Kathmandu che per mantenere lui, i suoi studi e la sua famiglia faceva la guida per trekking.
Nacque subito una bella amicizia che dura tuttora; attraverso Ram abbiamo potuto conoscere molte altre persone, che nel corso degli anni sono diventate significative affettivamente e importanti per quello che oggi è il nostro progetto.

Dopo sei anni, nel '98, Gianni è tornato in Nepal e Ram gli ha fatto conoscere il titolare della agenzia di trekking, Mr.Gyan Prasad Rimal, oggi personaggio chiave del nostra iniziativa, perché oltre che a gestire una agenzia di trekking che compare nelle principali guide turistiche è anche presidente del distretto di Dadhing, all'interno del quale c'è l'area del villaggio dove si vuole costruire la scuola, e presidente dell'assessorato al turismo; un personaggio politicamente introdotto e rispettato.
Di ritorno da quel viaggio, grazie anche all’aiuto di alcuni cari amici che ci hanno aiutato a pagare il biglietto aereo, abbiamo organizzato la venuta in Italia di Ram che è rimasto nostro ospite per tre mesi, nei quali è riuscito, svolgendo piccoli lavori, ad accumulare soldi per poterli portare a casa, con il progetto di comperare un pannello solare per scaldare l’acqua per i bimbi del suo villaggio.
Un piccolo centro che si chiama Achane e si trova nel distretto di Dadhing a 140 chilometri da Katmandu, raggiungibile solo per un tratto in corriera (o in jeep per i turisti) e il resto a piedi. Un villaggio che conta nei suoi abitanti la presenza di circa 300 bambini.

Niente corrente elettrica, niente acqua potabile, niente pronto soccorso (il più vicino è a Dadhing a circa 6 ore di cammino), una scuola fatiscente con piccole porte d'ingresso e una sola finestra come punto luce, 60 bimbi stipati per ogni aula.

Credo sia stata quella la miccia che ha acceso il fuoco…
Poco mesi dopo, a fine febbraio 2003, io e Gianni abbiamo riunito pochi ma cari amici, persone che, sapevamo, avrebbero potuto dare oltre che un sostegno economico, idee per poter realizzare il nostro progetto. Abbiamo invitato due ragazzi nepalesi dello stesso villaggio di Ram, Binod e Hari che attualmente vivono e lavorano in Italia.
Loro ci hanno aiutato ad esaminare la situazione socio-politica nepalese e le reali condizioni di Achane, definendo così le priorità del villaggio e soprattutto dei bambini che vivono li. In base alla situazione che ci hanno descritto abbiamo deciso che il nostro intervento vedeva come prima necessità quella alimentare e sanitaria. L'alimentazione, soprattutto per i bambini, oltre ad essere scarsa non è qualitativa. Sul fronte sanitario l'unica struttura organizzata si trova nella capitale ma, mancando i mezzi e le risorse per rifornire il villaggio, la situazione igienico - sanitaria sul posto è drammatica. Per quanto riguarda la scuola, attualmente è frequentata da pochi bambini, perché la famiglia, che peraltro non è mantenuta neanche dallo stato, non vede sbocchi lavorativi e preferisce tenere a casa i propri figli come aiuto in famiglia.
Così abbiamo costituito l’associazione dandogli il nome di:
Arrigo e Rosy Associazione "Perché io no?" O.N.L.U.S.